Pur avendo iniziato il mio percorso musicale fin da piccolo, il pianoforte non è stato la prima scelta.
Per qualche anno ho cantato nel coro di voci bianche della mia città, poi ho provato la chitarra. Solo in seguito, quando avevo ormai capito che nessuna delle due faceva davvero per me, ho iniziato a prendere lezioni di pianoforte.
I primi quattro anni non sono stati il massimo.
Mi sono sicuramente serviti per capire cosa mi piacesse e cosa no, ma tra poco impegno e altre problematiche non sono mai andato oltre il minimo indispensabile.
La vera scintilla è scattata solo con l’inizio delle scuole superiori.
Da quel momento ho iniziato a impegnarmi sempre di più, sperimentando nei gruppi messi a disposizione dalla mia scuola di musica e applicando, sul campo, tecniche e teoria studiate a lezione.
Col tempo mi sono scoperto sempre più interessato alla tastiera piuttosto che al pianoforte.
Ho iniziato a cercare modi per rendere i miei suoni più interessanti e a replicare quelli di varie canzoni sulla prima vera tastiera che abbia mai suonato: una Yamaha MODX 6, acquistata dalla scuola di musica per tutte le band e i tastieristi.
Oggi mi diverte molto ricreare suoni di canzoni diverse con le mie tastiere, cercando di sfruttarle al massimo in tutti i progetti che seguo.
Circa un anno fa ho acquistato una Yamaha CK88 come prima tastiera personale, e posso dire di essere più che soddisfatto dei risultati.
Di recente, però, ho sentito il bisogno di approfondire seriamente il mondo dei sintetizzatori.
Dopo varie valutazioni ho scelto una Nord Wave 2, consapevole che sia probabilmente un po’ overkill rispetto al mio livello attuale. Allo stesso tempo so che, affiancata alla Yamaha, è una tastiera che può accompagnarmi per anni e anni di progetti musicali — una spesa importante, ma pensata sul lungo periodo.
Per ora sono ancora nella fase di scoperta: sto imparando attraverso discussioni e video online, esplorando il mondo dei sintetizzatori e sperimentando il più possibile, cercando di avvicinarmi al sound design.
Oggi mi definisco senza problemi un tastierista più che un pianista.
Anche perché questo mi permette di evitare aspettative precise sui generi che potrei suonare, nel momento in cui qualcuno mi chiede di sentire qualcosa in giro.