L’idea che un nuovo strumento possa renderci dei musicisti migliori è spesso il modo in cui ci rassicuriamo.

Avere nuova attrezzatura può effettivamente offrire possibilità nuove, creare abitudini diverse e anche farci sentire più motivati.

Per i tastieristi questo discorso è ancora più ampio, perché esistono molti tipi di tastiere, divise per categorie e specialità.
Se, per esempio, si possiede solo una tastiera molto specializzata come una Nord Grand, passare a una stage keyboard può essere un cambiamento radicale. Si sbloccano possibilità enormi in ambito live e non solo, grazie alla varietà di suoni disponibili e alla possibilità di creare layer.
Aggiungendo poi anche un synth piuttosto semplice, come una Korg Minilogue, la palette sonora si amplia ulteriormente e i live possono diventare molto più interessanti, a patto di saper usare la strumentazione nel modo corretto.

Sono pronto a prenderne un’altra?

C’è un problema importante di cui bisogna parlare: bisogna essere pronti a ricevere una tastiera nuova.
Con “pronti” intendo avere chiaro quali possibilità offre e conoscere la “lingua” che quello strumento parla. Non si suona un organo Hammond nello stesso modo in cui si suona un pianoforte a coda, indipendentemente dalle canzoni. Ogni tipologia di tastiera richiede un linguaggio e una tecnica specifici, che prima o poi vanno imparati se si vuole davvero sbloccarne il potenziale.

È altrettanto importante essere consapevoli del proprio livello.
Non ha molto senso puntare a tastiere estremamente costose e complesse se mancano ancora le basi, soprattutto di teoria musicale. Questo discorso vale a ogni livello: se si acquista uno strumento molto specializzato senza essere tecnicamente pronti, le strade sono due.
O lo si usa come stimolo per migliorare, dedicandogli tempo e studio, oppure si rischia di sprecarne il potenziale e, peggio ancora, di perdere motivazione confrontandosi continuamente con ciò che si vede online.

E quindi?

Ognuno deve valutare bene pro e contro.
Nel mio caso, quando ho preso la Yamaha CK, ero molto sicuro dell’acquisto. Avevo già avuto esperienze con la MODX e sapevo di riuscire a sfruttarne le funzioni principali. Pur consapevole di non essere un tastierista particolarmente avanzato, sentivo che quella tastiera mi avrebbe dato gli strumenti e lo stimolo giusto per migliorare. Rimane comunque, a mio parere, una tastiera professionale, ma di una fascia ancora accessibile e adatta anche a chi non è esperto.

La CK, infatti, è stata una scelta necessaria. I miei progetti richiedevano qualcosa di più complesso rispetto a una tastiera come la Yamaha P‑115 che utilizzavo prima.
Ora, invece, ho preso anche una Nord Wave 2, e sono consapevole che per me è un acquisto esagerato. Non riesco ancora a sfruttarne tutto il potenziale e devo migliorare molto la tecnica per suonare un synth con reale padronanza e originalità.

So però che mi serviva uno strumento di questo tipo per altri progetti. Avrei potuto scegliere uno o due synth più semplici, che mi sarebbero bastati per un po’, ma probabilmente nel giro di un anno mi sarei ritrovato di nuovo a sentire dei limiti. Con la Nord, invece, sono abbastanza sicuro che insieme alla Yamaha potrò coprire qualsiasi esigenza per molto tempo.

So di non essere ancora al livello dell’ultima tastiera che ho preso, ma la sto imparando a usare. Il setup che ho ora mi accompagnerà per molti anni perché è, di fatto, completo rispetto a quello che mi serve oggi e a quello che prevedo mi servirà domani. Nel frattempo continuo a studiare tecnica e teoria musicale, con l’obiettivo di essere un tastierista più consapevole, completo e pronto a qualsiasi situazione.

Forse una tastiera nuova non ti rende automaticamente un tastierista migliore.
Ma se arriva al momento giusto, può aiutarti a diventarlo.