La mia primissima tastiera è stata una di quelle pensate per bambini che vogliono iniziare a suonare: nulla di professionale, non ricordo nemmeno la marca, ma era più che sufficiente per muovere i primi passi.
Quando i miei si resero conto che il pianoforte poteva essere davvero una strada per me, mi regalarono una Yamaha P-115.
È la stessa tastiera che utilizzo ancora oggi quando vado a suonare per strada. È semplice e basilare: pochi suoni, praticamente nessuna possibilità di modificarli se non tramite il volume, niente pitch bend né mod wheel. Nonostante questo, è stata la mia compagna per molti anni e mi ha accompagnato in tantissime situazioni diverse.
L’anno scorso, per necessità ma anche per voglia di cambiamento, ho deciso di fare un passo avanti.
Con i soldi guadagnati suonando per strada ho acquistato la mia prima vera tastiera “seria”: una Yamaha CK88.
La CK88 è una stage keyboard pensata principalmente per il live, con moltissime funzionalità.
Qui darò solo una panoramica generale: entrerò molto più nel dettaglio in altri post e nella sezione Patches.
Panoramica
La Yamaha CK88 è una stage keyboard a tre parti, progettata per rendere semplici e immediate le operazioni di layer, split e gestione dei suoni direttamente dal pannello frontale, senza dover passare continuamente dai menu.
I suoni interni sono numerosi e coprono bene le categorie principali: pianoforti, elettrici, organi, pad, synth, archi, brass e altro.
Ogni parte può essere modellata attraverso una sezione di controllo in stile synth, volutamente essenziale ma efficace:
- filter con cutoff e resonance
- envelope con controllo su attack e release
Per ogni parte è possibile attivare fino a due insert effect in contemporanea, scegliendo tra molte tipologie diverse: modulazioni (phaser, chorus, flanger), distorsioni, effetti legati al filtro, delay e riverberi.
Oltre agli effetti per singola parte, la CK offre anche un delay e un riverbero globali, insieme a una sezione di EQ master a tre bande (bassi, medi, alti), semplice ma molto comoda per adattarsi rapidamente al contesto live.
Uno degli aspetti più riusciti, secondo me, è la sezione organi.
Sulla sinistra della tastiera è presente una sezione dedicata, con drawbar fisici per il controllo diretto dell’organo, una sezione chorus/vibrato e i controlli per la percussione.
È presente anche il rotary speaker, gestibile tramite pulsanti dedicati (slow/fast e stop) oppure assegnabile a un pedale.
Con gli aggiornamenti più recenti del sistema operativo, Yamaha ha ampliato le possibilità di controllo del rotary, aggiungendo una gestione più fine delle velocità e delle transizioni tra slow e fast, un miglioramento molto importante soprattutto in ambito live.
Nel complesso, la CK88 è una tastiera che privilegia l’immediatezza e il controllo diretto: non tutto è estremamente profondo, ma quasi tutto è accessibile rapidamente, ed è proprio questo il suo punto di forza.
La mia esperienza
La CK88 mi ha accompagnato in molte situazioni diverse: da live più jazz e blues, utilizzando pianoforti, organi, Rhodes e Wurlitzer, fino a contesti rock.
Uno degli esempi principali è stato un tributo ai Dire Straits, che in realtà durante la maggior parte dei live avevano due tastieristi. Ricreare suoni e atmosfere da solo non è semplice, e in quel contesto la gestione dei layer è stata fondamentale.
La tastiera ha comandi molto intuitivi e rapidi da modificare in live, cosa che apprezzo particolarmente, soprattutto considerando che durante i concerti c’è sempre qualche imprevisto.
Un aspetto per me importantissimo è la presenza degli speaker integrati.
Rendono le prove molto più veloci, senza bisogno di impianti esterni. Questa caratteristica, unita al Bluetooth, rende la CK88 perfetta anche per suonare in modo informale con amici, ad esempio mettendo una backing track e improvvisandoci sopra.
La tastiera dispone sia di MIDI In e Out su cavo 5‑pin, sia della possibilità di collegarsi al computer tramite USB‑B (la classica porta “quadrata”) per l’utilizzo MIDI.
Tra le funzioni che considero più interessanti c’è la possibilità di inserire una chiavetta USB per fare backup e load di suoni singoli, live set o dell’intera tastiera.
Attraverso le funzioni legate ai Live Set è inoltre possibile riprodurre file audio direttamente dalla tastiera premendo un solo tasto. L’audio può essere riprodotto one‑shot, in loop oppure finché il tasto rimane premuto, a seconda delle impostazioni.
Trovo questa funzione molto utile per sopperire all’assenza di un arpeggiatore interno. In un caso specifico ho registrato un arpeggio (un singolo accordo per tutta la canzone) e l’ho inserito come file audio nella chiavetta, da tenere collegata alla tastiera durante l’esecuzione.
Le funzioni MIDI mi hanno permesso anche di utilizzare una tastiera più piccola — una Korg Microstation, come master keyboard, pilotando i suoni della CK. Questo mi aiuta molto nei contesti live, dove anche avendo una 88 tasti, rimane comodo avere più spazio per tutti i layer.
Alcuni problemi che ho riscontrato riguardano i volumi.
Non penso sia una colpa diretta della tastiera, però mi capita spesso di dover riequilibrare i livelli, soprattutto in scalette con molti live set diversi. In questi casi aumentare il volume di una singola parte senza toccare il master può diventare poco pratico.
Un’altra stranezza che ho notato riguarda il panning: per qualche motivo i LED del livello in mix risultano leggermente più alti a sinistra, anche con suoni in mono. Non ho ancora fatto test approfonditi usando un solo cavo, quindi potrebbe trattarsi semplicemente di un problema di cablaggio. Dovrò fare ulteriore troubleshooting, anche perché online non ho trovato segnalazioni simili.
Un piccolo limite, per il mio utilizzo, è che l’envelope dell’amplificatore offre solo attack e release: a volte mi farebbe comodo un controllo più diretto del sustain.
Nonostante questo, la tastiera rimane un grande compagno. Pesa poco per essere una 88 tasti (circa 13 kg) grazie anche alla costruzione in plastica, che comunque trovo esteticamente molto piacevole.
Sono complessivamente molto soddisfatto del mio acquisto e la consiglio a chiunque voglia sperimentare con effetti, layer che si mescolano tra loro e modifiche in tempo reale durante i live.
I suoni di base sono piuttosto semplici, ma la sezione effetti lascia molto spazio alla creatività, ed è lì che secondo me la CK88 riesce davvero a brillare.